Cantiere scuola: studenti e professionisti insieme per il restauro del Cupolino Astronomico sito nell’Orto Botanico di Brera

Il 3 giugno scorso un nutrito gruppo di studenti interessati a progetti di restauro di beni culturali sono stati accolti all’INAF-Osservatorio Astronomico di Brera e all’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Milano. Il motivo: un confronto diretto (cantiere-scuola) con i progettisti e gli esecutori del restauro conservativo in corso del Cupolino Astronomico Geodetico dell’Osservatorio Astronomico di Brera, sito nell’Orto Botanico di Brera. 

Hanno preso parte alla giornata gli studenti del Corso di Laurea triennale in “Beni Culturali: Scienze, Tecnologie e Diagnostica” e del Corso di Laurea magistrale in “Scienze per la Conservazione e la Diagnostica dei Beni Culturali” dell’Università degli Studi di Milano, gli studenti del Laboratorio tecnologico-progettuale del Corso di Laurea triennale in Ingegneria dei materiali e delle nanotecnologie del Politecnico di Milano e gli studenti del secondo anno del Percorso di Formazione Professionale (PFP) della Scuola di Restauro di Botticino: tre realtà formative di eccellenza, accomunate dall’interesse per la conservazione e il restauro del patrimonio culturale.

Dopo l’ introduzione del Direttore dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Brera, Dr. Roberto Della Ceca, sui diversi ambiti di ricerca contemporanea e i progetti di tecnologia avanzata in cui oggi è impegnato l’Osservatorio, la Dott. Daniela d’Amore (Responsabile Unico di Progetto – RUP) e l’Arch. Micaela Bordin (Supporto al RUP) hanno presentato agli studenti le varie complessità che un Ente Pubblico deve affrontare per la realizzazione di un progetto di restauro come quello del Cupolino: i contatti stretti con la Sovrintendenza, ente vigilante su beni culturali come il Cupolino, la redazione di un progetto esecutivo insieme al Piano di Sicurezza, la scelta dell’impresa restauratrice, l’apertura del cantiere, nonché le indagini diagnostiche sullo stato di conservazione del bene e sulla possibilità di recupero del materiale, al fine di rispettare il principio del “minimo intervento”, il budget inserito nel Quadro Economico e i tempi previsti per il completamento del restauro.

La Dott. Ginevra Trinchieri, Responsabile Scientifico del Museo Astronomico di Brera, ha illustrato l’indagine storica sul manufatto svolta negli archivi dell’Osservatorio Astronomico di Brera e del Genio Civile, presso l’Archivio di Stato: attraverso lo studio dei documenti originali si è potuto risalire al progetto originario, ben dettagliato in una nota spese del 1879, che riporta tutte le fasi del lavoro di costruzione e i materiali utilizzati.

Gli studenti hanno quindi seguito la presentazione delle indagini diagnostiche eseguite da parte di diversi gruppi di dipartimenti dell’Università degli Studi di Milano, per determinare lo stato di conservazione delle diverse parti materiche, accertare condizioni di rischi conservativi e ottenere indicazioni utili a supporto dell’Intervento di restauro: il Prof. Marco Merlini (Dip. di Scienze della Terra e coordinatore dei Corsi di Laurea) ha mostrato i risultati della caratterizzazione materica per diffrazione eseguita con la dott.ssa Chiara Mangano su campioni della copertura metallica e di altri frammenti interni che presentavano alterazioni; il prof. Marco Saracchi ha illustrato le indagini micologiche e entomologiche per la ricerca di funghi e insetti striscianti (anche a cura delle proff. Costanza Jucker e Sara Savoldelli, Dip. di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente); la dott.ssa Michela Caimi ha presentato i risultati delle termografie e della analisi XRF ottenuti dal Lab. DIART (Proff Nicola Ludwig e Letizia Bonizzoni, Dip. di Fisica) per individuare aree con criticità e caratterizzare i diversi materiali e le vernici usate nel manufatto; la dott.ssa Antonella Testa (Orto Botanico di Brera, UNIMI) ha infine ricordato le indagini eseguite dal dott. Ivan Grigioni (Dip. di Chimica) per ottenere indicazioni per scopi di igienizzazione e abbattimento batteri.

È stata poi la volta della presentazione dettagliata del progetto esecutivo a cura dell’Arch. Mario Ziggiotto, progettista dell’intervento e Direttore lavori. L’Arch. Massimo Bigozzi, Coordinatore della Sicurezza, ha guidato la lettura del Piano della Sicurezza di cantiere, mentre la Prof.ssa Sara Goidanich, docente di Scienza e Tecnologia dei Materiali del Politecnico di Milano ha illustrato le prove di trattamento in corso sul rame di sostituzione, materiale protagonista dell’intervento sulla copertura del Cupolino. I restauratori Ester Cimolato e David Mazzero, dipendenti dell’impresa N.G.E. srl di Farro di Soligo (Treviso) che sta svolgendo i lavori, hanno condotto una visita alle lavorazioni in atto, descrivendo con rigore e passione le tecniche, i materiali e i metodi propri del restauro conservativo applicato alla struttura.

I numerosi partecipanti hanno espresso grande apprezzamento per i contributi offerti, per l’occasione di incontro con le diverse figure a vario titolo coinvolte nell’intervento di  restauro e per la struttura dell’incontro, che ha messo in evidenza l’impostazione pratica degli interventi e favorito il raccordo tra la dimensione teorica della formazione accademica e la sua concreta declinazione nell’ambito della pratica professionale.

L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia di coinvolgimento attivo delle comunità nella valorizzazione, cura e manutenzione continua del patrimonio culturale, così come raccomandato anche dal Bando S.O.S. Patrimonio di Fondazione Cariplo, finanziatore del progetto insieme a Fondazione Pomara Scibetta ed INAF.

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